Regole di Gioco – Calcio a 8

PREMESSA

Il presente indica a tutte le squadre e ai suoi tesserati le norme di svolgimento dell’attività con richiamo alle regole basilari del gioco. Per quanto non contemplato nel presente regolamento vige il regolamento nazionale

ADEMPIMENTI PRE-GARA

Quindici minuti prima dell’inizio dell’orario di inizio gara (es: se sul bollettino c’è scritto ore 21.00 l’orario diventa 20.45) il dirigente accompagnatore ufficiale o in sua assenza il capitano, deve presentare gli elenchi dei tesserati che prenderanno parte alla disputa della gara unitamente ai cartellini con foto o documenti di tutti i tesserati riportati sulla distinta (o note che dir si voglia) e la quota gara. Il dirigente/capitano devono cercare l’arbitro nel suo spogliatoio o nelle immediate vicinanze; non deve essere l’arbitro a cercare le squadre. Quando consegnate il materiale all’arbitro, lui vi dirà se la “chiama” verrà effettuata nello spogliatoio o all’aperto. Nel caso in cui l’arbitro designato sia già in campo ad arbitrare, il dirigente/capitano consegnerà tutto il necessario all’arbitro appena finirà la gara che sta arbitrando in quel momento.

Troverete nelle bacheche dei vari impianti sportivi la lista delle gare e su quali campi verranno disputate, così saprete a quale arbitro rivolgervi.SE VENGONO RISPETTATI GLI ORARI LE GARE INIZIERANNO NEI TEMPI PRESTABILITI SENZA CREARE DISAGIO A NESSUNO

NOTE GARA

Le note sono reperibili sul sito o in segreteria in orario di apertura della stessa, e scaricabili dal sito. Potete chiederle anche ai custodi degli impianti ma se arrivate al campo con le note già pronte si possono evitare spiacevoli ritardi (noiosi soprattutto nel periodo invernale). Le note devono essere compilate in duplice copia e devono contenere tutti i dati richiesti. In differenza a ciò l’arbitro potrà non accettarle.
Sulle note DEVONO essere riportati tutti i nomi dei partecipanti alla gara, atleti e dirigenti, il numero di cartellino (o di un documento di identità munito di foto) che verrà utilizzato per quella gara, il numero di maglia dei giocatori, il capitano e vice. All’arbitro, insieme a due copie delle note, vanno consegnati i cartellini (o documenti). L’arbitro tratterrà i cartellini (o documenti) fino al termine della gara (senza che nessuna obiezione possa essere fatta) e al termine della gara li riconsegnerà al dirigente accompagnatore o al capitano che lo seguiranno nello spogliatoio. Se la documentazione sopraccitata sarà consegnata oltre l’orario previsto o se questa sarà compilata in maniera errata o incompleta, il D.G. dovrà farne menzione nel rapporto di fine gara e la squadra incorrerà in sanzioni e punti disciplina. Insieme alla documentazione sopra menzionata, il responsabile della squadra dovrà consegnare anche i soldi della quota gara. L’arbitro rilascerà la ricevuta di avvenuto pagamento. Senza il pagamento dell’intera quota gara l’arbitro non inizierà la gara e annoterà il fatto nel rapporto di gara.

EQUIPAGGIAMENTO DEI CALCIATORI

L’equipaggiamento minimo obbligatorio è costituito da maglia, pantaloncini, calzettoni e scarpe.
Le maglie, i pantaloncini e i calzettoni dei calciatori della stessa squadra devono essere identici tra loro e differenziati soltanto dal numero posto sulla schiena (dal numero 0 fino al numero 99).

Se le maglie sono diverse tra loro l’arbitro non ammetterà a giocare chi è in difetto (mettere le casacche non serve a sostituire le maglie ma a diversificarsi dagli avversari): con maglie diverse non si può giocare.
Con pantaloncini e/o calzettoni diversi l’arbitro farà giocare annotandolo sul referto di gara e la squadra incorrerà in ammende e punti disciplina. I parastinchi non sono obbligatori, ma consigliati; se presenti devono essere completamente coperti dai calzettoni e fatti di materiale appropriato che costituisca adeguata protezione per se stessi (gomma, plastica, poliuretano o sostanze similari) e non devono costituire pericolo per gli avversari.
È consentito soltanto l’uso di scarpe da calcetto. NON sono consentite scarpe da calcio, ne a tacchetti fissi ne a tacchetti amovibili e neanche a lamelle ma SOLAMENTE scarpe da calcio a 5. All’atto della chiama l’arbitro verificherà le calzature dei giocatori. Il giocatore che prende comunque parte ad una gara con scarpe da calcio (anche se scarpe a 13 o comunque di gomma) deve essere ammonito e fatto uscire dal terreno di gioco fino a quando non avrà provveduto a cambiare calzature. Il calciatore rientrerà in campo solo dopo verifica dell’arbitro (se necessario a gioco fermo).
Un giocatore non può indossare nessun oggetto che sia pericoloso per se stesso o per gli altri, non può indossare bracciali, orecchini, orologi, collane, pearcing.
Se un giocatore andrà a sostituire il portiere dovrà prontamente indossare una maglia di colore diverso da quella dei compagni di squadra o una casacca (meglio se col buco).

RICONOSCIMENTO

L’arbitro prima di iniziare la gara deve provvedere all’identificazione delle persone presenti nella lista di gara (nota) in uno dei seguenti modi:

  • mediante un documento ufficiale di riconoscimento (cartellino con foto);
    mediante un documento d’identità (carta d’identità, patente, ecc…) munite di fotografia;
  • mediante la propria personale conoscenza e in questo caso, scriverà sulla distinta ‘riconosciuto dal D.G.’;

nel caso in cui l’arbitro non conosca personalmente il presunto tesserato sprovvisto di cartellino e documento e sull’impianto siano presenti i responsabili di Promosport, se questi ultimi riconoscono la persona, l’arbitro scriverà sulla distinta ‘riconosciuto da …..;
Nel caso in cui, mediante la foto del documento fornito per il riconoscimento (cartellino o documento), il D.G. non riesca a riconoscere l’atleta, potrà chiedere un altro documento valido di riconoscimento ed in mancanza di ciò esperirà ogni tentativo per una indubbia identificazione. Se ciò non è possibile non ammetterà il calciatore alla gara. Durante il riconoscimento l’arbitro, oltre che verificare l’identità dei calciatori, dovrà controllare che i numeri riportati sull’elenco ufficiale siano uguali a quelli sulle maglie e si accerterà con l’ausilio del dirigente/capitano che nessuno abbia scarpe diverse da quelle da calcetto.

Una volta concluso il riconoscimento, l’arbitro firma le note e ne consegna una copia alla squadra avversaria. Prima di cominciare la gara l’arbitro ritirerà da ciascuna squadra la quota gara e consegnerà le ricevute di avvenuto pagamento.

NUMERO DI CALCIATORI

Potranno essere inseriti nell’elenco fino a 13 nominativi, 8 come titolari e 5 come riserve, senza vincolo di ruolo (nelle riserve non è obbligatorio che ci sia un portiere).
Ogni squadra potrà portare in panchina un massimo di 3 dirigenti facenti le tre funzioni richieste sulla distinta. Un quarto dirigente è ammesso come medico sociale: in questo caso dovrà mostrare all’arbitro anche la tessera di Medico e l’arbitro annoterà tutto quanto sul referto di gara.

Una gara non può essere iniziata o proseguita nel caso in cui una squadra si trovi ad avere meno di 5 calciatori partecipanti al giuoco, compreso il portiere.
Se una squadra rimane anche momentaneamente con quattro atleti sul terreno di gioco, l’arbitro ne decreterà la fine col triplice fischio (ad esempio se vengono espulsi contemporaneamente quattro giocatori o altro, l’arbitro fischia la fine della gara), salvo momentaneo infortunio di un giocatore.

I calciatori ritardatari, solo se preventivamente indicati nella distinta, potranno accedere nel recinto di gioco SOLO con il permesso dell’arbitro. A gioco fermo l’arbitro verificherà le generalità del tesserato annotandosi il tutto. Soltanto dopo la loro identificazione potranno prendere parte alla gara (se uno arriva in ritardo, quando è al cancello del terreno di gioco richiama l’attenzione dell’arbitro, l’arbitro lo riconoscerà subito o lo fa accomodare in panchina e poi a gioco fermo provvederà a fargli riconoscimento. Solo dopo il riconoscimento potrà prendere parte alla gara).

CAPITANO

Il capitano è responsabile nei confronti dell’arbitro e dell’Organizzazione per la propria condotta e per quella dei calciatori della propria squadra. Pertanto è l’unico ad avere facoltà di interpellare l’arbitro, in forma corretta, non offensiva ne arrogante, ed a gioco fermo, per chiedere chiarimenti in merito a decisioni tecniche e disciplinari assunte e per formulare eventuali riserve. L’arbitro può anche ritenere di non dare spiegazioni sul momento al capitano che potrà, sempre nelle giuste maniere, chiederle in seguito. È dovere del capitano coadiuvare l’arbitro, ai fini del regolare svolgimento della gara e della repressione di eventuali atti di indisciplina dei suoi compagni.
Ogni squadra deve avere un capitano ed anche un vice-capitano, che eventualmente lo sostituirà in caso sua uscita dal rettangolo di giuoco. Il capitano deve obbligatoriamente essere riconoscibile tramite apposita fascia al braccio, pena il non inizio della gara.

IMPRATICABILITÀ DEL CAMPO

L’impraticabilità del rettangolo di giuoco è da rilevarsi sia nei casi in cui la gara si svolga all’aperto sia al chiuso.
Le cause possono essere le seguenti:

  • neve: quando l’entità è tale da non consentire il rimbalzo del pallone ed ai calciatori di giocarlo regolarmente; -ghiaccio: quando, in più zone del rettangolo di giuoco, vi sono strati di ghiaccio o di neve ghiacciata che costituiscono particolare pericolo per i calciatori;
  • pioggia od allagamento: quando il pallone non può assolutamente essere giocato a causa di diffuse pozzanghere; -vento: quando la sua intensità non permette al pallone di rimanere fermo nelle riprese del giuoco;
  • temporali con pericolo di scariche elettriche;
  • insufficiente visibilità causa nebbia o sopraggiunta oscurità (se si spengono le luci) cioè quando gli arbitri non sono in grado di controllare visibilmente tutta la superficie del rettangolo di giuoco.
  • Campo non regolamentare
  • Oggetti fisici che possono impedire il regolare svolgimento della gara e che non garantiscano l’incolumità di chi ne prende parte

L’impraticabilità del campo è sempre e solo a discrezione dell’arbitro anche se i capitani delle due squadre vogliono o non vogliono disputare la gara.
Qualora l’arbitro (o il primo arbitro in caso di doppio arbitro) ritenga che tali impedimenti abbiano carattere temporaneo, inviterà le squadre a tenersi a disposizione per il tempo che riterrà opportuno. In caso di impedimenti definitivi verrà sancita la sospensione della gara. In caso di sospensione temporanea il primo arbitro dovrà ricordarsi di annotare il minuto dell’interruzione in relazione alla durata della gara, di osservare attentamente dove si trovava il pallone all’atto dell’interruzione e di avvertire i capitani che le squadre devono rimanere a disposizione del D.G. fino ad avviso contrario. Se l’interruzione temporanea diverrà definitiva, la gara verrà terminata in altra data decisa dall’organizzazione ripartendo dal minuto e dal risultato ottenuto fino a quel momento. Verranno mantenuti validi eventuali espulsi e ammoniti, saranno presentate nuovamente le distinte gara all’arbitro poiché i giocatori in campo possono cambiare, anche totalmente.

Anche se il campo può sembrare in pessimo stato le squadre dovranno comunque essere a disposizione dell’arbitro nei tempi previsti per fare la “chiama” e per l’eventuale ingresso in campo.
L’arbitro annoterà tutto sul referto di gara.

DURATA DELLA GARA

La durata della gara è stabilita in due tempi di 25 minuti ciascuno.
L’intervallo deve essere di 5 minuti.

È previsto il recupero dei time-out utilizzati e altri recuperi a discrezione dell’arbitro.

Eventuali tempi supplementari, nelle gare ove previsti, saranno 2 ed avranno durata di 5 minuti ciascuno. Nei supplementari non sono previsti time out.

TIME OUT

Ogni squadra ha a disposizione un time-out per tempo della durata di 1 minuto ciascuno, accordato dagli arbitri su richiesta dell’allenatore o del capitano delle squadre.
Nei tempi supplementari non sono previsti time-out.
La richiesta può essere effettuata sia a gioco fermo che a gioco in svolgimento. Il time-out verrà concesso solo alla prima interruzione di gioco dove il possesso palla è di chi ha richiesto il time out.

Il time-out è recuperabile e può essere chiesto in qualunque momento della gara, ad eccezione degli ultimi minuti di gioco indicati dall’arbitro (recupero o comunque quando l’arbitro indica che mancano tot minuti al termine)

RITARDO INIZIO GARA

Una squadra può chiedere di ritardare l’inizio della gara per attendere dei giocatori ritardatari perché è consentito un termine di attesa pari alla durata di un tempo della gara (25 minuti) a partire dall’orario di consegna delle note. Ad esempio, se l’orario di inizio gara è previsto per le 21 è possibile attendere fino alle 21.10 dopodiché la gara deve iniziare. In questo caso viene sfruttato il comporto. Dei motivi del ritardo il primo arbitro dovrà farne menzione nel referto di gara. Attenzione: scaduti i 25 minuti di attesa e sollecitata la squadra a presentarsi sul campo di gioco con almeno 5 atleti (numero minimo per prendere parte alla gara), verrà decretato il termine dell’incontro (con i tre fischi arbitrali) causa non presenza di una squadra sul rettangolo di giuoco.

MINUTO DI RACCOGLIMENTO

Il minuto di raccoglimento, dovuto ad eventi luttuosi, dovrà essere richiesto in sede almeno 24 ore prima della gara in modo da avvisare sia il d.g. che la squadra avversaria. Ad ogni modo può bastare una telefonata agli organizzatori che avviseranno l’arbitro il quale informerà la squadra avversaria direttamente al campo. Il minuto di raccoglimento dovrà svolgersi in questo modo: tutti i calciatori dovranno posizionarsi come per iniziare la gara o intorno al cerchio di centrocampo o come preferiscono, purché venga rispettato in silenzio e possibilmente stando fermi il minuto di raccoglimento. Del minuto di raccoglimento l’arbitro dovrà farne menzione nel rapporto di fine gara.

PALLONE

Ogni società deve presentarsi obbligatoriamente alla disputa della gara (quindi deve mostrarlo all’arbitro al momento della chiama) munita di un pallone misura ‘5’.
Se una squadra si presenta senza pallone o con pallone non regolamentare o non ufficiale quando richiesto, l’arbitro dovrà annotarlo sul rapporto di fine gara per le opportune conseguenze. Se la squadra si presenta al campo priva di pallone regolamentare, può chiedere al custode dell’impianto. Il custode non è tenuto ad avere palloni di scorta e la responsabilità ricade sulla squadra che ne è sprovvista. Il custode può chiedere una cauzione per dare in prestito il pallone.

SORTEGGIO CALCIO DI INIZIO

Il sorteggio, obbligatorio, deve essere effettuato a centro campo dall’arbitro, alla presenza dei due capitani, con una moneta o, in mancanza della stessa, con altro mezzo idoneo; chi vince il sorteggio sceglierà obbligatoriamente il campo.

CALCIO DI INIZIO

Il calcio d’inizio non è valido nei seguenti casi:

  • quando i calciatori della squadra che non batte il calcio d’inizio si avvicinano a meno di 3 metri dal pallone prima che questo sia stato toccato o giocato da un avversario;
  • quando i calciatori invadono l’altra meta del rettangolo di giuoco prima che il pallone sia stato toccato o giocato.

In tali casi si deve sempre ripetere il calcio d’inizio e, se l’infrazione verrà ripetuta, il colpevole verrà ammonito. Se il giocatore che ha effettuato il calcio d’inizio tocca o gioca una seconda volta la palla, gli arbitri dovranno accordare un calcio di punizione indiretto a favore della squadra avversaria, dal punto in cui è stata commessa l’infrazione.
Dal calcio d’inizio non si può segnare direttamente una rete poiché è un calcio indiretto.
In occasione della disputa di tempi supplementari, il sorteggio deve essere ripetuto.
Il calcio di inizio può essere effettuato anche all’indietro.

PALLONE IN GIOCO E NON IN GIOCO

Il pallone è in gioco dal momento in cui è stato toccato e si è mosso all’interno del rettangolo di giuoco.
Il pallone per NON essere in gioco deve oltrepassare interamente le linee con la sua proiezione, sia in terra che in aria.
Se la palla colpisce l’arbitro all’interno del terreno di gioco, questa è sempre in gioco.
Gli arbitri devono emettere un fischio ogni qual volta decidano di interrompere il gioco per decretare una sanzione, per far soccorrere un calciatore infortunato, per far allontanare dal rettangolo di gioco persone estranee alla gara o corpi estranei piovuti o gettati sul terreno di gioco, per far battere il calcio d’inizio o l’analoga ripresa di giuoco dopo la segnatura di una rete, il calcio di rigore e il tiro libero, per sopraggiunta irregolarità del pallone o del rettangolo di gioco, al termine del primo e del secondo periodo della gara o dei tempi supplementari, per fare eventualmente osservare un minuto di raccoglimento, per far calciare una punizione dove sia stata chiesta l’osservanza della distanza regolamentare

SOSTITUZIONI

Le sostituzioni vanno effettuate dove la riga del centro campo incontra la linea del fallo laterale sul lato del campo dove sono ubicate le panchine oppure davanti alle panchine se opportunamente riportati i segni per le sostituzioni. Nel caso le panchina siano poste dietro le porte, l’arbitro dirà quale è la zona delle sostituzioni. Le sostituzioni possono avvenire con il gioco in svolgimento.
La sostituzione prevede che prima esca dal campo il giocatore che è in campo e successivamente entri quello che lo sostituisce altrimenti la squadra starebbe momentaneamente giocando con un atleta in più. In questo caso l’arbitro prenderà i provvedimenti del caso (ferma il gioco, fa uscire comunque il giocatore che stava uscendo dal campo, ammonisce il giocatore entrato in campo troppo presto e concede un calcio di punizione indiretta alla squadra avversaria dal punto in cui era la palla nel momento dell’interruzione del gioco; se la squadra avversaria ha una buona occasione da goal e la sostituzione non reca disturbo, l’arbitro farà proseguire l’azione e se necessario interverrà al termine della stessa)

Le sostituzioni sono in numero illimitato; qualsiasi calciatore che è già stato sostituito potrà nuovamente rientrare in campo per sostituire un compagno, fino all’ultimo secondo di gioco.

SOSTITUZIONE DEL PORTIERE

Ciascun calciatore titolare può prendere il posto del portiere. Il calciatore titolare che cambia il ruolo con il portiere deve farlo durante una interruzione di gioco e deve informare gli arbitri prima che il cambio venga eseguito.

Il cambio tra un portiere e un giocatore della panchina non deve necessariamente avvenire a gioco fermo, basta che il giocatore della panchina che va in porta sia riconoscibile con maglia diversa e che mantenga la propria numerazione.
Un giocatore titolare o riserva che cambia il suo ruolo col portiere deve indossare una maglia da portiere con il proprio numero sulle spalle oppure una casacca dalla quale si veda il numero della maglia da gioco.

Il portiere sostituito deve uscire dal campo e accomodarsi in panchina: non può rimanere in campo e giocare con la maglia diversa dai propri compagni.

Il portiere può prendere il posto di un giocatore purché dopo aver avvisato l’arbitro e avendo indossato una maglia uguale agli altri giocatori della propria squadra.

IL CAMPO PER DESTINAZIONE

Il campo per destinazione, che è obbligatorio, è una fascia di terreno, non delimitata all’esterno da alcuna linea, larga almeno 1 metro, situata intorno al rettangolo di giuoco ed al suo stesso livello, priva di qualsiasi ostacolo, affossamento od altro, che possano costituire un pericolo per i calciatori. Su di esso gli stessi possono sconfinare soltanto per fatti di giuoco (quindi si può uscire solo per azioni di gioco e non si può uscire da una qualsiasi zona del campo per essere sostituiti salvo infortunio dove sarà l’arbitro a concedere l’ingresso in campo di un giocatore dalla panchina).

PALLA A DUE

Si possono verificare episodi che inducano l’arbitro a interrompere il gioco. La successiva ripresa del gioco la deve effettuare l’arbitro che consegnerà la palla alla squadra che a suo giudizio era in possesso della palla al momento dell’interruzione del gioco. Se il gioco è stato interrotto quando la palla era in area di rigore, la palla verrà consegnata sulla riga dell’area di rigore nel punto più vicino a dove era la palla prima dell’interruzione, mai all’interno dell’area di rigore.

RIMESSA DALLA LINEA LATERALE

La rimessa dalla linea laterale si effettua solo con le mani.
Le modalità di rimessa in gioco sono le stesse del calcio a 11.

Non si può segnare direttamente una rete su rimessa dalla linea laterale.

RIMESSA DA FONDO CAMPO

La rimessa dal fondo campo deve essere effettuata dal portiere della squadra a cui spetta la rimessa e solo con i piedi, dall’interno della propria area di rigore al di fuori della stessa.
La palla per essere in gioco deve uscire dall’area di rigore quindi se il portiere su rimessa da fondo campo butta la palla nella propria rete l’arbitro farà ribattere la rimessa da fondo campo al portiere.
Il pallone è in gioco quando è uscito completamente dall’area di rigore.
Durante la rimessa dal fondo il portiere NON può lanciare la palla nella metà campo avversaria. La palla deve toccare o nella propria metà campo oppure deve essere toccata da un giocatore.
Se il pallone viene toccato o giocato da un compagno di squadra o da un avversario del portiere che sta effettuando prima che la palla esca dall’area di rigore, gli arbitri dovranno far ripetere la rimessa dal fondo.
Se il portiere che ha effettuato la rimessa dal fondo gioca una seconda volta il pallone al di fuori della propria area di rigore prima che questo sia stato toccato o giocato da un altro calciatore gli arbitri devono accordare alla squadra avversaria un calcio di punizione indiretto dal punto in cui il portiere ha toccato per la seconda volta il pallone.

RETROPASSAGGIO AL PORTIERE

Il retropassaggio al portiere è consentito con le stesse modalità del calcio a 11
All’interno della propria metà campo il portiere ha sempre 6 secondi per spossessarsi della palla, anche se la sta giocando con i piedi. Nella metà campo avversaria il portiere può giocare la palla come gli altri compagni senza limitazioni di tempo, se ritorna nella propria metà campo torna valida la regola dei 6 secondi.

Nel caso di infrazioni a queste regole, il direttore di gara accorderà alla squadra avversaria una punizione indiretta dal punto dove è stata sanzionata anche se commessa dal portiere dentro la propria area di rigore.

CALCIO D’ANGOLO

Durante l’effettuazione di un calcio d’angolo la distanza dal pallone alla quale devono stare i giocatori difendenti è 3 metri o, nei campi dove segnata, alla tacca di distanza del calcio d’angolo.
Il calciatore deve battere il calcio d’angolo entro 6 secondi da quando è in condizione di batterlo. Se supera tale limite di tempo, gli arbitri assegneranno la rimessa da fondo campo alla squadra avversaria (rimessa del portiere).

Se durante l’esecuzione di un calcio d’angolo gli arbitri si accorgono che il pallone non a stato posizionato in maniera corretta, oppure non viene battuto regolarmente faranno ripetere l’esecuzione del calcio d’angolo.
Durante la battuta del calcio d’angolo la palla deve stare nell’area d’angolo (la lunetta del calcio d’angolo); nei campi dove non c’è l’area d’angolo la palla deve essere posizionata nell’incrocio tra la linea di fondo e la linea laterale.

CALCIO DI PUNIZIONE

Con un calcio di punizione diretto può essere segnata direttamente una rete contro la squadra che ha commesso il fallo.
Con un calcio di punizione indiretto può essere segnata una rete soltanto se il pallone tocca un altro calciatore prima di entrare in porta.
Se gli arbitri hanno accordato un calcio di punizione indiretto, lo segnaleranno alzando un braccio al di sopra della testa.
Il calcio di punizione deve essere battuto entro 6 secondi (da conteggiare al momento che la palla è giocabile) e se ciò non avviene, gli arbitri accorderanno un calcio di punizione indiretto a favore della squadra avversaria dallo stesso punto.
Se un calcio di punizione viene battuto con il pallone in movimento, oppure da un punto diverso, gli arbitri dovranno interrompere il gioco e fare ripetere il calcio di punizione posizionando correttamente la palla.
Se il calciatore che batte il calcio di punizione tocca una seconda volta il pallone prima che questo sia stato toccato o giocato da un altro calciatore, gli arbitri dovranno concedere, in favore della squadra avversaria, un calcio di punizione indiretto dal punto in cui è stata commessa l’infrazione, anche se questa fosse stata commessa all’interno dell’area di rigore. Battendo un calcio di punizione a proprio favore, non può essere segnata direttamente un’autorete ed il giuoco dovrà essere ripreso con un calcio d’angolo in favore degli avversari.

DISTANZA

La distanza, per i calci di punizione, non è automatica come per i falli laterali e i calci d’angolo, ma deve essere richiesta dal giocatore incaricato di battere il calcio di punizione, entro i 6 secondi che ha per eseguire la punizione. Esiste la distanza giocabile, quindi, il giocatore difendente dovrà lasciare tra se e il pallone una distanza tale da rendere possibile all’avversario il giuoco della palla.
Tale distanza è indicativamente quantificabile in circa 1 metro o che comunque lasci a chi è in possesso della palla la possibilità di riprendere il gioco senza l’ausilio dell’arbitro; nel caso la distanza non venga rispettata è prevista l’ammonizione.
In caso di richiesta distanza da parte del giocatore incaricato di battere il calcio di punizione i calciatori appartenenti alla squadra che difende dovranno essere posizionati dal DG a non meno di 6 metri dal pallone e li dovranno rimanere fino a quando questi non sarà toccato (dopo il fischio del DG), nel caso si avvicini a meno di 6 metri dal pallone, prima che questo sia toccato da chi batte, gli arbitri lo inviteranno a disporsi alla prevista distanza e lo potranno ammonire.

CALCIO DI RIGORE

Un calcio di rigore viene concesso contro una squadra che commette una delle infrazioni punibili con un calcio di punizione diretto, all’interno della propria area di rigore e mentre il pallone è in gioco. Una rete può essere segnata direttamente con un calcio di rigore.
L’incaricato del tiro dal dischetto di rigore deve calciare con l’intenzione di segnare una rete e non può passare la palla ad un compagno.
Un calciatore può effettuare una finta durante la rincorsa e deve essere immediatamente seguita dal tiro. Invece non è consentito che il calciatore arresti la rincorsa per poi ripartire. Il calciatore colpevole deve essere ammonito e deve essere ripetuto il calcio di rigore.
Il calciatore che ha battuto il calcio di rigore non può giocare nuovamente il pallone rimbalzato dalla traversa o da un palo. In questo caso gli arbitri dovranno interrompere il gioco ed accordare alla squadra difendente un calcio di punizione indiretto nel punto in cui l’attaccante ha toccato il pallone per la seconda volta.
Tutti i calciatori della squadra che subisce il calcio di rigore, dovranno rimanere ad almeno cinque metri dal pallone, dietro o sulla linea immaginaria passante per il dischetto del rigore e fuori dell’area di rigore finché lo stesso non è regolarmente in giuoco.

SERIE CALCI DI RIGORE

Per le gare dove sono previsti in caso di parità i calci di rigore, l’arbitro prima di iniziare la serie dei 5 rigori obbligatori, dovrà chiedere al capitano la lista e l’ordine di chi calcia.
Nel caso sussistesse la parità, per i rigori ad oltranza, vale la regola dello stesso numero dei giocatori in panchina, vale a dire che se una squadra ha un numero inferiore di giocatori rispetto all’altra squadra, la squadra che ha più giocatori dovrà sceglierne chi non parteciperà ai rigori, neanche nel caso in cui si ripeta il giro delle esecuzioni.

SEGNATURA DI UNA RETE

Una rete si considererà segnata quando il pallone, in condizione regolamentari, ha interamente oltrepassato la linea di porta, tra i pali e sotto la sbarra trasversale, per terra o in aria, senza che siano state commesse infrazioni da calciatori dalla squadra attaccante.
Una rete non sarà valida quando è stata segnata:

  • direttamente nella porta avversaria da rimessa dalla linea laterale, da rimessa dal fondo (la rimessa dal fondo la può fare solo il portiere e solo con i piedi), su calcio di punizione indiretto senza che nessun compagno di chi batte tocchi la palla: in tali casi il gioco dovrà essere ripreso con una rimessa dal fondo;
  • battendo direttamente nella propria porta un calcio di punizione diretto o indiretto: in tal caso il gioco dovrà essere ripreso con un calcio d’angolo;
  • Il portiere su rimessa dal fondo spedisca direttamente il pallone nella propria rete: in tal caso dovrà essere ripetuta la rimessa del portiere;
  • immediatamente dopo che il pallone sia diventato irregolare: il gioco dovrà essere ripreso con una rimessa da parte degli arbitri con un pallone regolare nel punto in cui è stata ravvisata l’alterazione del primo oppure con la ripetizione del tiro nei casi di riprese del giuoco (punizione, rigore,…..);
  • direttamente su rimessa da parte degli arbitri: il gioco dovrà essere ripreso con la ripetizione della rimessa;
  • per l’intervento di un corpo estraneo e suo contatto con il pallone o che interferisca nel giuoco (esempio: la palla calciata sta andando fuori dal campo, dall’esterno viene lanciato con violenza un sasso o una bottiglia che devia la traiettoria della palla): esso sarà ripreso con una rimessa da parte degli arbitri nel punto in cui è stato toccato il pallone o dove lo stesso si trovava al momento dell’interruzione del giuoco (Nel caso in cui la palla colpisca un corpo estraneo al terreno di gioco, sasso o bottiglia o altro, già presenti prima del tiro, l’eventuale rete verrà convalidata).

RETE DEL PORTIERE

Il portiere può segnare una rete sempre, sia che calci la palla con i piedi o con le mani. Dopo una parata può mettere la palla a terra e calciarla, calciare di drop (controbalzo), o lanciare la palla con le mani ed in ogni caso se segnasse una rete verrà considerata valida. La rete vale anche  se dopo una parata calcia la palla al volo cioè se lascia la palla con le mani e calcia senza che la palla abbia prima toccato per terra, oppure se su un tiro respinge direttamente con le mani. Si ricorda che la rimessa dal fondo campo la può effettuare solo il portiere e solo con i piedi.

AMMONIZIONI, ESPLUSIONI, FALLI E COMPORTAMENTI ANTISPORTIVI

AMMONIZIONI ED ESPULSIONI

L’arbitro, per notificare l’avvenuta ammonizione o espulsione, dovrà dare evidenza al provvedimento disciplinare esibendo all’interessato il cartellino giallo o rosso a gioco fermo. La stessa procedura userà anche nei confronti dei calciatori di riserva non partecipanti al gioco. Il giocatore ammonito o espulso dovrà essere riportato nel referto finale di gara con la motivazione del provvedimento. Il calciatore espulso deve abbandonare immediatamente il recinto di gioco per consentire agli arbitri di riprendere il gioco stesso. Il calciatore espulso non può essere sostituito. Per allontanare dal terreno di gioco le persone autorizzate a stare in panchina (dirigenti), l’arbitro le allontanerà con notifica verbale, senza far uso di cartellino, destinato soltanto ai calciatori. L’allontanamento e le motivazione di tale provvedimento dovranno essere notificate dall’arbitro, sul referto di fine gara.

IL VANTAGGIO

In linea generale, quando l’arbitro ravvede un fallo ma ritiene che il fischiarlo leda l’interesse della squadra che lo ha subito, non fischierà la punizione ma farà proseguire il gioco adducendo il vantaggio alla squadra in possesso di palla, per far si che venga sfruttato appunto il vantaggio per eseguire un’azione degna di nota e/o atta alla realizzazione di una rete. Se il presunto vantaggio non si realizza, gli arbitri hanno la possibilità di punire il fallo pregresso entro un breve periodo.

LA CARICA AD UN AVVERSARIO

Per carica ad un avversario si intende quella data sul petto o con il petto, con un fianco, con un’anca o con il gomito, oppure quella data da tergo nella schiena e deve essere punita con un calcio di punizione diretto. La carica di spalla con pallone non a distanza di gioco deve essere punita con un calcio di punizione diretto o di rigore, a seconda che il fallo sia avvenuto fuori o dentro l’area di rigore. Al contrario, per carica regolare, deve intendersi una spinta spalla contro spalla, data ad un avversario che ha il pallone a distanza di giuoco o che lo sta giocando, a condizione che non sia ne violenta ne pericolosa.

IL PORTIERE

Qualora il portiere tocchi intenzionalmente il pallone con le mani fuori della propria area di rigore l’arbitro adotterà i seguenti provvedimento:

  • Nel caso l’azione del portiere abbia interrotto una possibilità, o una evidente opportunità di segnare una rete, l’arbitro concederà un calcio di punizione diretto e espellerà il portiere;
  • Nel caso in cui il portiere esca accidentalmente dalla propria senza la chiara volontà di colpire la palla con le mani fuori area, l’arbitro potrà decidere per la sua ammonizione. 
  • Nel caso l’intervento del portiere abbia interrotto un’azione di giuoco di importante sviluppo, l’arbitro concederà un calcio di punizione diretto e ammonirà il portiere.
  • Il portiere verrà espulso quando, trascurando il pallone, atterra l’avversario oppure, superato dall’avversario lo atterra. In entrambi i casi l’intervento del portiere deve aver impedito la segnatura di una rete o la evidente opportunità di segnare una rete.
FALLI DI GIOCO

Quando un calciatore si dirige verso la porta avversaria con la evidente opportunità di segnare una rete e ne viene intenzionalmente impedito con mezzi illeciti gli arbitri accorderanno un calcio di punizione diretto o di rigore, a seconda che il fallo sia avvenuto fuori o dentro l’area di rigore, mentre sarà espulso il calciatore colpevole per condotta gravemente sleale. Quando un calciatore, tranne il portiere nella propria area di rigore, priva la squadra avversaria di una rete o della evidente opportunità di segnarla, toccando intenzionalmente il pallone con una mano gli arbitri accorderanno un calcio di rigore, ed il calciatore colpevole verrà espulso per condotta gravemente sleale. Nel caso che il pallone, intercettato dal calciatore difendente con la mano, en-trasse comunque in rete, questa verrà accordata ed il calciatore colpevole dovrà essere ammonito. Quando un calciatore, per impossessarsi del pallone, si appoggia con le mani su un avversario, ovvero lo trattiene, lo spinge o gli salta addosso commettendo così un fallo, l’arbitro dovrà punirlo con un calcio di punizione diretto o di rigore.

Quando due calciatori della stessa squadra stringono fra loro un avversario per impedirgli di continuare a giocare il pallone o di impossessarsene (sandwich) l’arbitro accorderà un calcio di punizione diretto o di rigore a favore della squadra cui appartiene il calciatore trattenuto.

Quando un calciatore, intervenendo da tergo, colpisce con un calcio l’avversario non avendo reale possibilità di giocare il pallone l’arbitro assegnerà alla squadra avversaria un calcio di punizione diretto o di rigore ed espellerà il calciatore reo di aver commesso il fallo.

Se un giocatore gioca la palla da terra ostacolando o recando danno ad un avversario, l’arbitro accorderà un calcio di punizione indiretto dal punto in cui è avvenuto il fallo.

FALLI NON DI GIOCO

Quando un calciatore, lontano dall’azione che si svolge nei pressi della propria porta, colpisce un avversario, salvo la concessione del «vantaggio», l’arbitro dovrà interrompere il gioco, espellere il calciatore colpevole e concedere un calcio di punizione diretto o di rigore a favore della squadra avversaria, dal punto in cui è avvenuto il contatto tra i due calciatori.
Non è assolutamente consentito ad un calciatore di manifestare con parole o con gesti il proprio dissenso da una decisione dell’arbitro. L’arbitro, se non concede il vantaggio, dovrà ammonire il calciatore e concedere un calcio di punizione indiretto a favore della squadra avversaria dal punto in cui si trovava il calciatore dissenziente, altrimenti lo dovrà ammonire alla prima interruzione di gioco. Se un calciatore, per protestare contro una decisione arbitrale, abbandona il terreno di gioco l’arbitro lo considererà espulso e, non potendo comunicare la sua decisione direttamente all’interessato, ne informerà il capitano alla prima interruzione del gioco, facendone menzione nel proprio referto. Se tale calciatore dovesse successivamente rientrare nel terreno di gioco durante lo svolgimento di un’azione, l’arbitro considererà l’espulso come persona estranea al giuoco, adottando le decisioni conseguenti.

FALLO DI MANO

Per stabilire l’esistenza o meno dell’intenzionalità nei falli di mano, l’arbitro, deve valutare se il contatto tra il pallone, la mano o il braccio è volontario e se il calciatore allarga o alza le mani o le braccia con l’intenzione di frapporre maggior ostacolo alla traiettoria del pallone.
Qualora nell’effettuazione di un calcio di punizione i calciatori della squadra difendente formino la barriera coprendo un maggiore spazio con le braccia distaccate dai fianchi, l’eventuale fallo di mano conseguente al tiro deve essere considerato intenzionale.
Non deve però essere considerato intenzionale il gesto istintivo di ripararsi il viso od il basso ventre dal pallone, oppure se, per effetto della distanza ravvicinata il calciatore non ha potuto evitare il contatto tra le braccia ed il pallone.
Quando un giocatore difendente diverso dal portiere, restando fuori dall’area di rigore, tocca intenzionalmente con la mano il pallone che si trova nell’area (anche se questa è sulla linea delimitante l’area di rigore) , l’arbitro accorderà un calcio di rigore. Nel caso l’azione interrotta abbia privato la squadra avversaria della segnatura di una rete o di una evidente possibilità di segnare una rete, l’arbitro dovrà anche espellere il calciatore colpevole se il fallo di mano fosse stato volontario.

CONDOTTA VIOLENTA E ANTISPORTIVA

Quando un calciatore lancia un sasso, una scarpa o qualsiasi altro oggetto o sputa, qualora l’atto sia chiaramente interpretabile come gesto di protesta o di stizza (verso ufficiali di gara, avversari, compagni) deve essere punito come comportamento anti-sportivo con un calcio di punizione diretto o indiretto nel punto in cui è stato commesso e punito con l’espulsione del colpevole.
Quando un calciatore o un dirigente lasciano il terreno di giuoco durante la gara non a seguito di incidente, senza il permesso dell’arbitro, l’arbitro deve considerare il comportamento come «condotta antisportiva», comunicare al capitano che tale calciatore o dirigente è ritenuto espulso e che non potrà più accedere al campo, segnalando nel referto tale fatto.

GIOCO PERICOLOSO

Il giuoco pericoloso viene determinato da tutti quegli atti che, compiuti senza intenzionalità e/o con poca accortezza, possono, a giudizio dell’arbitro, risultare pericolosi per chi li compie, per gli avversari o per i compagni.
A titolo esemplificativo possono citarsi i seguenti casi: calciare o tentare di calciare il pallone con la gamba tesa e sollevata dal terreno in contrasto con l’avversario; effettuare una «sforbiciata» pericolosa per un altro calciatore; calciare o tentare di calciare il pallone quando si trova tra le mani del portiere; saltare portando il ginocchio avanti, avendo di fronte e vicino un avversario.
Il giuoco pericoloso, anche a proprio danno, (ad esempio: compiere il gesto di abbassare la testa all’altezza del piede di un calciatore che sta calciando il pallone), viene punito con un calcio di punizione indiretto.
Non si rende responsabile di giuoco pericoloso il portiere che si lancia fra i piedi di un calciatore per impossessarsi o per respingere il pallone, infatti se il portiere compie un fallo, tale fallo sarà da considerarsi diretto.

LE SCIVOLATE

Nel gioco del calcio a 8 le scivolate sono consentite, con le stesse modalità del calcio a 11. Sarà l’arbitro a valutare se esse saranno fallo o meno, quindi punibili con punizione o nel caso fossero in area, con rigore.

GIOCO DA TERRA

Un calciatore che si trovi in posizione non eretta, quindi che sia a terra con tutto il corpo o con parte di esso che permetta di giudicarlo non in piedi, può giocare la palla purché non la trattenga o rechi danno ad un avversario nelle sue vicinanze. In caso contrario verrà accordata una punizione indiretta alla squadra avversaria

BESTEMMIE

Non è consentito bestemmiare, offendere religioni anche diverse dalla propria; richiamiamo tutti ad una osservanza rispettosa e decorosa per se stessi e per chi assiste alle gare. L’arbitro può ammonire o espellere in caso di bestemmie.

VIETATO FUMARE

Non è consentito fumare all’interno del recinto di gioco quindi né in campo né in panchina. L’arbitro deve garantire che questa norma venga rispettata.
Non è consentito chiedere all’arbitro di poter uscire per fumare ne tantomeno si può uscire dal campo senza avvisare l’arbitro.

Nel caso in cui l’arbitro allontani una persona perché sta fumando in campo (panchina), tale allontanamento sarà considerato come espulsione. Attenzione: La regola è valida anche per le sigarette elettroniche o similari.

TUTELA SANITARIA

Ai sensi del D.M. del 28/02/1983 e della Legge Regionale 9 luglio 2003, n.35, e in effetto alla sentenza della Corte di Cassazione n° 15394/2011 che ha dichiarato che “è da ritenersi agonistico un torneo sportivo fondato sulla gara e sulla competizione tra i partecipanti tale da implicare un maggior impegno psicofisico ai fini del prevalere di una squadra sull’altra”, tutti i tornei e i campionati anche amatoriali e ricreativi organizzati da qualsivoglia Ente organizzatore o Associazione sono da ritenersi attività agonistica, quindi anche per quelli organizzati da MSP Livorno e per i quali è richiesta l’idoneità tramite Certificato Medico Sportivo rilasciato da una struttura sanitaria accreditata dalla RegioneToscana per prestazioni di Medicina dello Sport.

ATTENZIONE: SE LA PALLA TOCCA I FILI SOSPESI (divisori dei campi di calcio a 5) SI PROCEDERÀ CON LA RIMESSA DAL FONDO CAMPO DA PARTE DELLA SQUADRA DIFENDENTE (con la porta più vicina al filo)